“Prevenzione in Comune”: 4,28 milioni ai Comuni capoluogo per tutelare i minorenni
20 ottobre 2026È stato pubblicato l’Avviso pubblico non competitivo “Prevenzione in Comune”, promosso dal Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, per sostenere interventi rivolti ai minorenni vittime o potenziali vittime di violenza e maltrattamento e alle loro famiglie.
L'Avviso mette a disposizione 4.280.000 euro ed è rivolta ai Comuni capoluogo delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, individuati come punti di riferimento territoriali in grado di favorire il raccordo tra servizi sociali, sanitari, educativi, giudiziari e soggetti del Terzo settore.
Le risorse disponibili
Le risorse disponibili sono ripartite tra le amministrazioni beneficiarie in proporzione alla popolazione residente di età compresa tra 0 e 17 anni, sulla base dei dati ISTAT al 1° gennaio 2025.
Gli importi attribuibili a ciascun Comune sono indicati nell’Allegato 1 all’Avviso. Tra gli importi più elevati figurano:
Roma: 1.252.489,32 euro;
Milano: 611.122,74 euro;
Napoli: 455.748,21 euro;
Torino: 362.942,17 euro;
Palermo: 321.348,96 euro.
Tre linee di intervento
I beneficiari possono scegliere una o più delle seguenti linee di azione:
informazione e sensibilizzazione rivolte a famiglie, insegnanti e minorenni sui rischi dell'abuso sessuale, online e offline;
ascolto e sostegno alle famiglie, anche mediante sportelli dedicati e percorsi di supporto alla genitorialità;
prevenzione e contrasto della violenza tra pari, compresi bullismo, cyberbullismo e altri fenomeni che si manifestano nell'ambiente digitale.
Non sono invece ammissibili progetti che prevedano esclusivamente, o in misura prevalente, attività di ricerca o organizzazione di convegni.
Modalità di partecipazione
I Comuni capoluogo delle Regioni e delle Province autonome devono trasmettere la manifestazione di interesse utilizzando l’apposito modulo allegato all’Avviso (Allegato 2), compilato e sottoscritto digitalmente dal legale rappresentante o da un delegato. È obbligatorio indicare almeno una linea di intervento, a pena di inammissibilità.
La domanda deve essere trasmessa tramite PEC all’indirizzo prevenzioneincomune@governo.pec.it, entro il termine perentorio del 22 ottobre 2026. Le domande tardive non sono ammesse e la mancata presentazione equivale a rinuncia al finanziamento.
Le risorse eventualmente non assegnate per la mancata partecipazione di alcuni beneficiari saranno redistribuite tra gli altri beneficiari secondo il criterio demografico previsto dall’Avviso.
Attuazione dei progetti
Entro 30 giorni dalla comunicazione dell’avvenuta erogazione del finanziamento, il beneficiario dovrà trasmettere il CUP e la dichiarazione di inizio delle attività. Gli interventi potranno essere realizzati anche in collaborazione con altri Comuni, ai sensi dell’articolo 30 del TUEL, e con altri enti pubblici o privati.
Le attività dovranno concludersi entro 18 mesi dal loro avvio. L’eventuale proroga, per un massimo di tre mesi, dovrà essere motivatamente richiesta almeno 30 giorni prima della scadenza. La rendicontazione delle attività realizzate, dei risultati conseguiti e delle spese sostenute dovrà essere presentata entro 180 giorni dalla conclusione degli interventi.
L’Avviso pubblico e i relativi allegati sono disponibili sul sito del Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche della famiglia