L’attuazione della legge: la classificazione dei comuni montani
Dal 22 luglio 2026, il Regolamento contenente i criteri per la classificazione dei comuni montani, emanato in attuazione dell'articolo 2, comma 1, della legge sulla montagna è in vigore. È il primo decreto attuativo della legge 131/2025 - Disposizioni per il riconoscimento e la promozione delle zone montane.
Il suo iter è stato abbastanza lungo: una prima bozza – predisposta da un comitato di esperti – è stata esaminata dalla Conferenza Unificata del 15 dicembre 2025. La bozza - oggetto di modifiche richieste dalle componenti delle autonomie territoriali – è stata di nuovo esaminata nella seduta della Conferenza unificata del 5 febbraio 2026. In tale seduta, l'ANCI e l'UPI hanno espresso avviso favorevole all'intesa mentre le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano hanno espresso mancata intesa, pur rappresentando che la maggioranza delle stesse era favorevole. Nella stessa seduta è stato anche raggiunto un accordo con le Regioni, le Province e i Comuni sulle modalità di prima applicazione dei criteri per la classificazione dei Comuni montani ai fini del riparto annuale del Fondo per lo sviluppo della montagna.
Per adottare il decreto è stata, quindi, attivata la procedura che prevede il coinvolgimento del Consiglio dei ministri, che può intervenire con deliberazione motivata, quando un'intesa espressamente prevista dalla legge non è raggiunta. Pertanto, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 18 febbraio 2026, ha approvato con delibera motivata lo schema di decreto, come modificato a seguito dei lavori della Conferenza Unificata. La delibera motivata è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 febbraio 2026.
Sul Regolamento è stato richiesto anche il parere del Consiglio di Stato, che si è espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 24 marzo 2026, mentre l’ISTAT, con nota del 17 aprile 2026 ha fornito chiarimenti in riscontro alle osservazioni del Consiglio di Stato, confermando l'applicazione del criterio della pendenza minima del 20 per cento nelle elaborazioni trasmesse nel corso dell’attività istruttoria.
Il DPCM – emanato su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, sentiti i Ministri interessati, sulla base dei dati forniti dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) - è stato infine firmato l’11 maggio 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 luglio 2026.
L’attuazione delle disposizioni concernenti la classificazione dei comuni montani è stata anche oggetto di apposita Informativa del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, alla Conferenza Unificata dell’11 giugno 2026.
Con il decreto viene definito contestualmente l'elenco dei comuni montani.
Sono considerati montani 3.715 Comuni sulla base di 5 criteri alternativi:
a) 20% della superfice al di sopra di 600 metri di altitudine sul livello del mare e 25% di pendenza superiore al 20%;
b) altitudine media superiore a 350 metri s.l.m. e almeno 5% di pendenza superiore al 20%;
c) altimetria media pari o superiore a 400 metri s.l.m.;
d) altitudine massima pari o superiore a 1.200 metri s.l.m.;
e) appartenenza alle c.d. province montane con altitudine media superiore a 300 metri sul livello del mare.
A tali criteri si aggiungono due parametri suppletivi, al fine di considerare la situazione peculiare dei Comuni o gruppi di Comuni, con altitudine media pari o superiore a 200 metri s.l.m., interamente interclusi da Comuni montani (e/o da Stato estero).
Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri verranno definiti i criteri per l’individuazione, nell'ambito dell’elenco dei comuni montani, dell'elenco o degli elenchi di comuni destinatari delle misure di sostegno previste dalla legge, prevedendo a tal fine un'adeguata ponderazione dei parametri geomorfologici e socioeconomici.
L’emanazione del DPCM è infatti propedeutica alla maggior parte degli atti successivi che dovranno essere predisposti per l’attuazione delle norme della legge 131/2025.
Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026