Il Piano Strategico nazionale della mobilità sostenibile (PSNMS)
Il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, è diretto al rinnovo del parco autobus, destinato al servizio di trasporto pubblico locale e regionale, stante l’età media di circa 11 anni dei bus registrata in Italia a fronte di una età media europea di circa 7 anni.
Con il Piano s’intende anche promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative in linea con gli accordi internazionali e con le disposizioni normative dell’Unione Europea.
Il Piano è stato adottato con il Dpcm 17 aprile 2019 in attuazione dell’articolo 1, commi 613-615 della Legge 232/2016 (Legge di bilancio 2017) ed è finanziato dal Fondo per il concorso dello Stato al raggiungimento degli standard europei del parco mezzi destinato al trasporto pubblico locale e regionale, in particolare per l'accessibilità per persone a mobilità ridotta di cui all’articolo 1 comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n.208 (Legge di bilancio 2016).
Pertanto, con il fondo si finanzia l'acquisto diretto, anche per il tramite di società specializzate, nonché alla riqualificazione elettrica e, nei limiti del 15 per cento della dotazione del Fondo, alla riconversione a gas naturale dei mezzi a gasolio euro 4 ed euro 5 e al miglioramento dell'efficienza energetica o al noleggio dei mezzi adibiti al trasporto pubblico locale e regionale. Al Fondo confluiscono, previa intesa con le regioni, le risorse disponibili del Fondo per gli investimenti destinato all'acquisto di veicoli adibiti a tali servizi, di cui all'articolo 1, comma 83, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 e all’articolo 1 comma 1031 della legge 27 dicembre 2006, n.296, e successivi rifinanziamenti.
Il Piano ha un arco temporale di 15 anni. In sede di prima applicazione, per il periodo del primo quinquennio 2019-2023, un terzo delle risorse è stato attribuito ai comuni capoluogo delle città metropolitane e ai comuni capoluogo delle province ad alto inquinamento di particolato PM10 e di biossido di azoto, chiamati ad adottare azioni strutturali per la riduzione dell'inquinamento atmosferico. In generale, il Dpcm del 17 aprile 2019 prevede che con decreto ministeriale (MIT), previa intesa in Conferenza Unificata, vengano assegnate risorse ai comuni ad alto inquinamento di NO2 e PM10 (articolo 3), ai comuni e città metropolitane con più di 100 mila abitanti (articolo 4), alle regioni (articolo 5).
Per quanto riguarda le risorse assegnate ai comuni ad alto inquinamento di NO2 e PM10 (articolo 3), sono stati ripartiti circa 66 milioni di euro per il 2019 e 83 milioni per anno dal 2020 al 2023 per l'acquisto di nuovi bus e relative infrastrutture di supporto, al fine di ottimizzare la qualità del servizio per i cittadini e promuovere la mobilità green.
Per quanto riguarda le risorse assegnate ai comuni e città metropolitane con più di 100 mila abitanti, con il decreto interministeriale n. 71 del 9 febbraio 2021 sono ripartite le risorse del primo quinquennio 2019-2023 (allegato 3) e del secondo e terzo quinquennio 2024-2033 (allegato 4). Nello specifico, per il secondo quinquennio 2024 -2028, con il decreto direttoriale n. 152/2025, su cui è stata sancita intesa nella seduta della Conferenza Unificata del 17 aprile 2025, sono state definite le modalità di erogazione, rendicontazione, monitoraggio delle risorse assegnate.
Per quanto riguarda infine le risorse assegnate alle Regioni, con il decreto interministeriale n. 81 del 14 febbraio 2020 sono ripartiti 2,2 miliardi di euro per gli anni 2019-2033 per l'acquisto di autobus ad alimentazione alternativa e relative infrastrutture. Nello specifico, per il secondo quinquennio 2024 -2028, con il decreto direttoriale n. 445/2025, su cui è stata sancita intesa nella seduta del 27 novembre 2025, vengono definite le modalità di erogazione, rendicontazione e monitoraggio delle risorse assegnate.
Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2026