Il Rapporto sulla montagna 2025
Nella prima parte del Rapporto, a cura dell’UNCEM, vengono illustrati i dati, corredati da mappe e grafici, relativi alle dinamiche socioeconomiche che caratterizzano le montagne italiane e la geografia delle comunità territoriali che le abitano.
Una attenzione particolare viene data alle dinamiche demografiche, evidenziando il nuovo fenomeno del neo-popolamento registrato in alcune aree delle regioni del nord Italia.
Il quadro ricognitivo dei processi in atto è completato dalle riflessioni sul percorso fatto dalla Strategia delle Aree Interne e dalla Strategia delle Green Community.
Infine, il Rapporto contiene alcune proposte per consolidare il fenomeno nuovo del neo-popolamento, da consolidare con le opportune iniziative, alcune delle quali già avviate con il PNRR, come la digitalizzazione e il rafforzamento dei servizi essenziali (salute, mobilità e istruzione).
I dati sulla popolazione residente
I circa 3500 comuni delle aree montane censiti dal Rapporto ospitano circa 10 milioni di abitanti, pari a oltre il 16% della popolazione nazionale. La densità abitativa è molto inferiore rispetto alla media nazionale, con ampie zone caratterizzate da bassa intensità demografica. Le aree montane sono prevalentemente rurali e periferiche, con una forte presenza di anziani e una bassa natalità.
Il fenomeno dello spopolamento, che ha colpito duramente molte valli alpine e appenniniche, con una perdita costante di residenti negli ultimi decenni, dall’analisi contenuta nel Rapporto, sta lasciando il posto al fenomeno opposto del neo-popolamento, in particolar modo in alcune aree, soprattutto nel Nord Italia.
Secondo il Rapporto, per la prima volta, il saldo positivo è trainato da italiani e non solo da stranieri. Tra il 2019 e il 2023 nei comuni montani italiani si sono registrati 99.574 nuovi residenti, di cui 63.909 di questi sono cittadini italiani, pari a circa 2/3 del saldo positivo. Nel solo 2024, il saldo migratorio è stato di +35.000 unità, con una crescita significativa in alcune comunità dell’Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria di cui: +22.000 stranieri e +12.000 italiani.
Distribuzione territoriale
Nel Nord Italia delle 168 comunità territoriali montane, solo 9 hanno saldo negativo. Nel Centro-Sud, su 219 comunità, ben 128 hanno saldo negativo. Le aree più attrattive sono in Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige. Le regioni con la maggiore popolazione montana sono: Piemonte, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Abruzzo e Calabria.
Le comunità montane sono spesso disomogenee per dimensione, accessibilità e servizi, con forti differenze tra Alpi e Appennini.
L’analisi elaborata dal Rapporto è basata sul raggruppamento in 387 unità statistiche sovracomunali che “nascono dall’integrazione al quadro offerto dalle Unioni dei comuni, che ne costituiscono il punto di partenza, dalle candidature Green Community, interpretate come geografia prevalente, e ulteriormente integrate con interventi di modesta entità che, per i pochi territori che ne sarebbero rimasti ancora scoperti, ha recuperato anche il dato “storico” delle vecchie Comunità montane”.
Dai dati analizzati emerge che i comuni delle aree montane soffrono di carenze strutturali nei servizi essenziali: sanità, istruzione, trasporti e assistenza sociale. Il rapporto propone un welfare di prossimità, Reti di trasporto pubblico integrato tra comuni montani e città, Digitalizzazione come strumento per ridurre la necessità di spostamenti fisici e la promozione della didattica digitale per contrastare l’abbandono scolastico e il rafforzamento del legame tra scuola e territorio, con progetti educativi legati alla biodiversità, all’ambiente e alla cultura locale.
Dall’analisi dei dati emerge che cresce la collaborazione intercomunale per la gestione condivisa dei servizi. Secondo il Rapporto, le Green Community e le Unioni di territori sono modelli di governance che favoriscono l’efficienza amministrativa, la pianificazione strategica e l’accesso coordinato ai fondi pubblici.
Un sondaggio, incluso nel Rapporto, mostra che gli italiani vedono la montagna come luogo di autenticità e bellezza, ma anche come area fragile, penalizzata da isolamento e carenza di servizi.
Proposte per sostenere il neo-popolamento:
- Servizi essenziali: sanità, scuola, trasporti.
- Governance territoriale: azioni coordinate tra comuni (non singoli).
- Incentivi: sgravi fiscali, valorizzazione delle risorse locali (acqua, energia).
- Strategie nazionali: come la Strategia delle Aree Interne e delle Green Community.
Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2026